Riflessologia e Ictus : Considerazioni
Ad oggi in molti paesi, la Riflessologia viene utilizzata come terapia complementare per ridurre lo stato di stress ed in fase di riabilitazione / supporto in seguito ad ictus.
Le persone colpite da ictus soffrono e manifestano sovente emiplegia, che porta a debolezza muscolare o paralisi di un lato del corpo.
Per favorirne il recupero, tecniche quali la Riflessologia Plantare ed il massaggio del tessuto connettivo hanno mostrato risultati promettenti nel migliorare la circolazione, ridurre la tensione muscolare e aumentare la mobilità nei pazienti emiplegici.
Vediamo alcune considerazioni nei quali i soggetti colpiti da ictus possono migliorare la loro condizione mediante la Riflessoterapia, come quest' ultima puo' contribuire significativamente nel supporto alla riabilitazione post-ictus.
Capire l'emiplegia
L'emiplegia rappresenta un tipo specifico di situazione in cui la persona presenta sintomi di debolezza parziale di organi, quali braccia e gambe indebolite. Tuttavia, questi sintomi sono più lievi dell'emiplegia completa, in cui i pazienti possono avvertire intorpidimento completo, lingua penzolante e rigidità mascellare.
La Riflessologia Plantare
Lo stimolo riflessologico plantare prevede l'uso delle dita o delle articolazioni dei pollici per esercitare pressione sui punti riflessi dei piedi. E' risaputo che sulla superficie del tessuto connettivo plantare risiedono zone e terminazioni nervose collegate ad organi ed apparati corporei. La stimolazione di tali punti riflessi può avere un impatto diretto sugli organi correlati, creandone una risposta riflessa.
Questa si esplica favorendo una migliore circolazione energetica sanguigna, nervosa, linfatica, riequilibrando l' organismo e contribuendo al ringiovanimento dei vari sistemi ed organi.
Il problema principale riscontrato nelle persone con malattie cerebrovascolari è una rigidità muscolare anomala che limita le attività quotidiane come lo stare seduti, in posizione eretta e camminare.
Un'eccessiva rigidità muscolare determina dolore, ostacolando la capacità del cliente nello svolgere le attività di routine. Ecco he in tale fase, la Riflessologia può essere utilizzata per alleviare le tensioni muscolari ed il dolore derivante.
L'attenzione tra l'altro è rivolta al rilassamento, con obiettivo di migliorare la capacità della persona nel condurre attività riducendo la rigidità muscolare.
Cosa si può fare: la presa in carico del Riflessologo
Il Riflessologo/a mediante una valutazione ed una ricerca approfondita sulle estremità (piede) localizza i punti o zone con le problematiche senso-motorie presenti - considerando anche eventuali disturbi neurocognitivi riferiti e evidenziati.
Il trattamento Riflessologico - strumento utilizzato dal Terapeuta Complementare puo' favorire ed influenzare
- il processo di recupero
- offrire informazioni corrette e stimoli adeguati
- ottenere cambiamenti attraverso la conoscenza e acquisizione di informazioni significative
L' obiettivo prefissato è programmare un percorso di Neuro Riflessologia determinando quanto raggiungere a breve, medio e lungo termine, Identificare le modalità di intervento più logiche per la singola persona e, in base alle risposte motorie via via raggiunte, riformulare gli obiettivi e modificare le proprie scelte di trattamento
Il programma formulato viene condiviso con il cliente ed i familiari/caregiver
La Riflessologia è considerata una forma di supporto fondamentale per persone soggette a malattie cerebrovascolari ed è fondamentale dare priorità alla sicurezza del trattamento.
Consiglio inoltre sempre la collaborazione e lavoro in sinergia con specialisti affinchè il trattamento sia il più efficace possibile per il cliente stesso .

